Il relitto del Lillois

Ci sono avvenimenti che non trovano spazio nei libri di storia, considerati minori, ma che per la loro intensità rivestono un fascino che va oltre la loro rilevanza storica.

E’ il caso dell'affondamento del mercantile Lillois, avvenuto un giorno di marzo del 1943 al largo dell’abitato di Scalea.
Oggi il relitto giace come un gigante addormentato su un fondale, a circa 60 metri di profondità, avvolto nella sua consueta nuvola di Anthias rosa.
Nella luce incerta della profondità la discesa è meravigliosa, ma è riservata agli esperti che si immergeranno seguendo un cavo guida fino alla stupenda coffa di prua che, a circa 37 metri, si staglia maestosa e spettrale nel blu. Lungo l'albero di prua si prosegue fin sulla coperta, e verso poppa ci si può muovere su tutto il ponte della nave ammirandone le strutture ancora integre.
Certo, tutto ciò che il mare inghiotte si trasforma in un’oasi di vita e di colori, che aumenta l’entusiasmo dell’esplorazione, ma in questo caso è la vicenda della nave perduta ad attrarci più di ogni altra cosa. È la tragedia che ha coinvolto il suo equipaggio, sono i drammi e gli atti di eroismo rinchiusi nel silenzio delle stive buie, sono le rotte che ha seguito, i mari che ha solcato… prima che un siluro della Marina Inglese la consegnasse al silenzio dell’Alto Tirreno Calabrese. Per sempre.