Santa Maria del Cedro

Santa Maria del Cedro a 160 metri sul livello del mare, estende il suo territorio, dal pendio di verdi colline fino al Mar Tirreno.
Il verde degli uliveti, il blu del mare, l'argento delle spiagge, e ancora il verde delle cedriere, testimoniano l'essere sempre più meta turistica.
Con le sue ampie ed attrezzate spiagge, la cittadina accoglie ogni anno migliaia di turisti, attratti dal mare blu e cristallino, ma anche dalla nuova visione dell'archeologia, legata ai reperti storici presenti sul territorio e, soprattutto, al Parco Archeologico di Laos, che si avvia verso nuove prospettive.

Santa Maria del Cedro ha una caratterizzazione in più rispetto ad altri territori similari: è la terra del CEDRO, dell'agrume sacro agli Ebrei, i quali ogni anno, a fine estate giungono, in una tradizione ormai consolidata da secoli, a Santa Maria per scegliere i frutti migliori, quelli "perfetti", per la festa più importante per la comunità ebraica, la festa del "sukkoth" o "delle capanne"

Siti Storici e Monumenti
Interessantissima la storia di Santa Maria del Cedro, della quale pervengono varie testimonianze archeologiche.
Le più antiche riportano alla mitica città di LAOS, risalente al IV sec. a.C.. Città della Magna Grecia, o Lucana, a seconda dell'interpretazione che i reperti degli scavi hanno fornito, Laos si ubicava subito ad est dell'odierna Marcellina, in località San Bartolo.
Una serie di scavi, non solo hanno portato alla luce quella che è la planimetria della città con il sistema viario, ma anche ad altre scoperte importanti, come quella relativa ad una zecca e ad alcune costruzioni che modellano Laos sulla città di Pompei.
IL CASTELLO DI ABATEMARCO, risalente all'XI secolo, costituisce un ulteriore passo storico delle origini di Santa Maria del Cedro. La rocca sulla quale esso sorge, fu conquistata dai Normanni nel 1060; ma vi sorse dapprima l'Abbazia: infatti il luogo è testimone del passaggio dell'influenza bizantina al monachesimo benedettino. In seguito, costituito il feudo, tutto il territorio intorno, sotto la dominazione Angioina e Aragonese, divenne proprietà delle più grandi famiglie. Per volontà della famiglia Brancati, che tenne il feudo fino al 1806, dunque fino al tramonto della feudalità, nacque il BORGO DI CIPOLLINA, denominato CASALE.
Negli ultimi anni del seicento il Casale fu adattato a palazzo baronale, intorno al quale si andò delineando negli anni quello che è il centro storico di Santa Maria del Cedro. Dalla CHIESA DI SAN MICHELE, attigua al castello, sono stati staccati due affreschi risalenti probabilmente al XV secolo. Sono stati staccati circa trent'anni fa, ma solo lo scorso anno essi sono tornati a Santa Maria del Cedro e collocati nella casa comunale.
In prossimità del Casale fu edificata la CHIESA DELLO SPIRITO SANTO.
Oltre ad avere importanza storica, la chiesa è importante per il popolo della cittadina in quanto fu costruita dal popolo stesso: uomini, donne e bambini si adoperarono a fare ogni sorta di lavoro manuale, negli anni '50, con l'aiuto dell'allora sacerdote, don Francesco Gatto, per dare l'assetto di una chiesa ad una costruzione che stava andando ormai in rovina. La chiesa dello Spirito Santo è stata poi nuovamente ristrutturata qualche anno fa.
Negli anni 80' fu poi terminata la costruzione della seconda CHIESA DELLA cittadina, quella dedicata alla MADONNA DEL CEDRO. Anch'essa fu voluta da don Francesco Gatto, da sempre molto votato al rito mariano.
Nella cittadina sono anche presenti le testimoniane di alcune torri di avvistamento, reperti storici molto importanti: LA TORRE NUCITO, LA TORRE LONGA E LA TORRE DI SANT'ANDREA. Quest'ultima, di evidente fattura Normanna, è quella che si è mantenuta meglio nel tempo e la più vicina all'abitato; era dunque la più importante, perché permetteva di avvisare la popolazione in caso di incursione dei Saraceni e di mettersi in salvo.
Le torri erano collegate tra di loro in modo da permettere l'avvistamento degli invasori e di informarne il popolo tramite un particolare sistema di comunicazione.
All'inizio del paese si trovano poi i resti della CHIESETTA DI SANT'ANDREA. I ruderi della chiesetta appartengono ad una chiesa di fattura basiliana o bizantina, com'è testimoniato dalle tracce degli affreschi che si trovano al suo interno.
Di particolare interesse è "IL CARCERE DELL'IMPRESA". Esso è stato sottoposto ad un restauro, terminato lo scorso anno e durato circa quattro anni. Nello stesso tempo, è stato posto un vincolo di destinazione, che vede il Carcere dell'Impresa come espositore dei prodotti delle attività produttive locali. I lavori di restauro sono stati rallentati a causa della presenza di rinvenimenti di interesse archeologico. Infatti, Il palazzo è definito da recenti studi come databile tra il 1500 e 1600. Pare però che le sue fondamenta risalgano ad epoche precedenti, anche classiche, come indica la presenza di numerosi frammenti ceramici di epoca ellenistica e romana.

Le tre torri normanne, il Carcere dell'Impresa e la chiesetta di Sant'Andrea costituiscono un tutt'uno, dal quale si possono desumere le origini di Santa Maria del Cedro, costituendone la concatenazione storica che, dalle remote origini della città di Laos, tocca più fasi, sino a giungere al nucleo abitativo attuale.